United Kingdom General electionby 15 Aug 2029in 1,017 days Majority for any party 44% Labour largest party 94% Calendar Track record Research
Closest
Ricerca · When the polls missed
EN IT

Lo tsunami di Grillo: come i sondaggi del 2013 hanno mancato di dieci punti l'onda del M5S

Sintesi. Gli ultimi sondaggi prima del blackout davano il centrosinistra di Bersani avanti di circa 5 punti e il M5S al 15%; il centrosinistra ha vinto la Camera per 0,4 punti e il M5S ha preso il 25,6%, prima lista. Tutti gli istituti hanno sottostimato il M5S e sovrastimato il PD, per un partito nuovo senza voto passato su cui ponderare, elettori di centrosinistra restii a dichiarare il cambio e un'impennata finale durante i 16 giorni di blackout.

Polling Forecast · 2 novembre 2026 · 6 min di lettura · Italy, 2013 general election, polling error, final polls, inquiry, pollster methods

In sintesi

Quando è scattato il divieto di pubblicare sondaggi, 16 giorni prima del voto del 24 e 25 febbraio 2013, le rilevazioni davano alla coalizione di centrosinistra di Pier Luigi Bersani circa 5 punti di vantaggio sul centrodestra di Silvio Berlusconi e collocavano il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo intorno al 15%. Alla Camera il centrosinistra ha vinto per 0,4 punti, 29,6% contro 29,2%, e il M5S ha preso il 25,6%, più di qualsiasi altra lista. L'errore sul distacco tra le due coalizioni è stato di 4,9 punti; sul solo M5S di 10,2 punti, il più grande errore su un singolo partito nella nostra serie italiana. La spiegazione dei sondaggisti: un partito nuovo senza un voto passato su cui ponderare, elettori di centrosinistra che non ammettevano di passare a Grillo e un'impennata finale arrivata durante il blackout.

Cosa dicevano i sondaggi

Gli ultimi sondaggi pubblicabili sono usciti l'8 febbraio. Tutti i dati si riferiscono alle liste per la Camera.

Istituto Fine rilevazione PD PdL M5S Scelta Civica Lega
Euromedia 3 feb 29,8 22,0 14,6 7,5 5,2
ISPO 5 feb 32,2 22,0 14,3 9,3 5,4
Piepoli 5 feb 32,0 22,0 13,0 9,5 6,0
Tecnè 5 feb 28,9 20,7 16,3 8,5 5,5
Demos & Pi 6 feb 29,9 20,4 16,0 11,5 5,0
Ipsos 6 feb 30,6 20,3 15,9 10,8 4,4
SWG 6 feb 29,5 19,5 18,8 9,0 5,2
EMG 7 feb 30,0 19,9 16,0 10,0 4,9
IPR 8 feb 29,5 20,0 16,5 10,0 4,2
Termometro Politico 8 feb 29,3 18,5 15,1 10,0 5,1
Media, 16 istituti 29,8 20,0 15,3 9,3 5,1
Risultato (Camera, Italia) 24–25 feb 25,4 21,6 25,6 8,3 4,1

La media comprende l'ultimo sondaggio di ciascuno dei 16 istituti pubblicato tra il 3 e l'8 febbraio. Il dibattito italiano si concentrava sulle coalizioni, che decidono il premio di maggioranza alla Camera. La media dei sondaggi finali calcolata da Leggioggi e pubblicata l'8 febbraio dava il centrosinistra al 34,6%, il centrodestra al 29,3%, il M5S al 15,3% e la coalizione centrista di Mario Monti al 13,4%.

Cosa è successo

Alla Camera (Italia, esclusi Valle d'Aosta ed Estero) la coalizione di centrosinistra ha ottenuto il 29,55% (PD 25,43%, SEL 3,2%, Centro Democratico 0,49%, SVP 0,43%) e il centrodestra il 29,18% (PdL 21,56%, Lega Nord 4,09%, Fratelli d'Italia 1,96%, La Destra 0,65%). Il M5S ha preso il 25,56% e la coalizione di Monti il 10,56% (Scelta Civica 8,3%, UDC 1,79%, FLI 0,47%). Rivoluzione Civile si è fermata al 2,25% e Fare per fermare il declino all'1,12%, entrambe sotto soglia. L'affluenza è stata di circa il 75%.

Quei 0,37 punti di vantaggio sono bastati al centrosinistra per il premio di maggioranza: 340 dei 617 seggi eletti in Italia fuori dalla Valle d'Aosta, contro 124 al centrodestra, 108 al M5S e 45 alla coalizione di Monti. Al Senato, con i premi regionali, nessuno ha avuto la maggioranza.

Rispetto alla media dei sondaggi, il M5S è stato sottostimato di 10,2 punti e il PD sovrastimato di 4,3. La coalizione di centrosinistra era sovrastimata di 5,0 punti, il centrodestra quasi esatto (29,3 contro 29,2), la coalizione di Monti sovrastimata di 2,8 punti e il PdL sottostimato di 1,6.

Perché è successo: cosa hanno trovato i sondaggisti

In Italia non c'è stata un'indagine ufficiale. Nell'aprile 2013 lavoce.info ha pubblicato un dossier in cui cinque responsabili di istituti di sondaggio hanno dato la propria versione e risposto alle stesse domande.

  • Nando Pagnoncelli, Ipsos (8 aprile 2013), "la tempesta perfetta". Ha elencato un'area grigia di astensionisti e indecisi molto più ampia del solito, 169 liste presentate, soggetti nuovi (M5S, Scelta Civica, Rivoluzione Civile) senza storia elettorale e "un'accelerazione inedita delle scelte di voto negli ultimi dieci giorni". Il limite di metodo principale era l'impossibilità di ponderare sul voto passato per M5S e Scelta Civica. Ipsos ha colto il flusso dal centrodestra verso Grillo ma non tutto quello dal centrosinistra, cresciuto dopo la vicenda Monte dei Paschi e il comizio finale romano dello "Tsunami Tour", e che gli elettori di centrosinistra erano restii a dichiarare.
  • Renato Mannheimer, ISPO (8 aprile 2013). Il 35% degli elettori ha detto di aver deciso negli ultimi giorni e un altro 30% nelle ultime due settimane. I sondaggi ISPO degli ultimi giorni, non pubblicabili, vedevano il M5S salire al 23%, contro circa il 16% di un mese prima. Ha aggiunto che la ponderazione sul ricordo del voto 2008 non funziona quando si spostano milioni di voti: prima delle elezioni solo il 24% circa degli intervistati ricordava di aver votato PdL nel 2008, contro il 38% reale.
  • Alessandra Ghisleri, Euromedia (5 aprile 2013). Le stime del suo istituto erano entro mezzo punto per ogni partito tranne M5S e PD, con uno scarto di 5 punti in un senso e nell'altro. Circa dieci giorni prima del voto, in piena par condicio, il 29,5% degli elettori di centrosinistra diceva a Euromedia di vedere con favore il M5S in Parlamento. La sua lettura: elettori del PD con una forte appartenenza provavano imbarazzo a "confessare" il voto a Grillo, e il nuovo movimento non aveva alcun ancoraggio storico.
  • Roberto Weber, SWG (5 aprile 2013). I campioni sovrarappresentano sistematicamente i più istruiti, i non praticanti e gli elettori di centrosinistra, e la quota di chi non dichiara il voto scende di rado sotto il 15%. Ha indicato anche l'effetto gregge: il sondaggista dubita dei propri numeri, guarda quelli dei colleghi e attenua la tendenza.
  • Fabrizio Masia, EMG (2 aprile 2013). La serie EMG da gennaio mostrava una crescita costante del M5S, e secondo lui un risultato vicino al 25% era realistico per chi leggeva la tendenza e non il singolo sondaggio.

Roberto D'Alimonte, sul Sole 24 Ore del 26 febbraio 2013 (ripreso nel dossier elettorale del CISE), ha scritto che in Italia gli strumenti non sono stati in grado di cogliere il cambiamento, sbagliando sia su Grillo sia sul Sud.

Cosa mostrano i nostri dati

Tutti i 16 sondaggi finali nel nostro database hanno sottostimato il M5S, dai 6,8 punti di SWG ai 13,1 di SpinCon, e tutti hanno sovrastimato il PD, da 2,1 punti (SpinCon) a 6,8 (ISPO). Non è stato il fallimento di un solo metodo: i sondaggi erano vicini al risultato su PdL, Lega e Scelta Civica, e quasi tutto l'errore è un trasferimento di circa dieci punti dal M5S al PD e al centro.

Due elementi sono strutturali. Gli ultimi sondaggi pubblicati erano stati realizzati tra 16 e 21 giorni prima del voto, quindi ogni impennata finale finisce per contare come errore dei sondaggi. E l'errore sul M5S è proseguito dopo il 2013, man mano che il movimento si consolidava: nei nostri dati è sottostimato di 5,1 punti nel 2018 e di 2,0 nel 2022, mentre il PD è sovrastimato di 4,0 nel 2018 e di 2,4 nel 2022. L'errore sul M5S del 2013 è il più grande su un singolo partito nella nostra serie italiana, davanti ai 5,6 punti di sottostima della Margherita nel 2001.

Cosa hanno cambiato i sondaggisti

Il cambiamento concreto ha riguardato il riferimento per la ponderazione sul voto passato, il metodo su cui i sondaggisti italiani si appoggiano di più. Prima del 2013 ponderavano sul ricordo del voto 2008 e 2009, in cui il M5S non c'era; dopo avevano un'elezione recente con il M5S al 25,6%.

  • ISPO ha spiegato che ora poteva ponderare sul ricordo del voto 2013, non più viziato dalla lontananza delle elezioni 2008 e 2009 e coerente con il nuovo sistema dei partiti, e che questo attenuava "gran parte delle distorsioni".
  • SWG ha spiegato di correggere già le mancate risposte con una ponderazione basata sul propensity score, su domande demografiche, di comportamento e di atteggiamento, e di ricontattare dopo ogni elezione il proprio panel online per misurare lo scarto tra intenzione dichiarata e voto effettivo e aggiornare i coefficienti correttivi.
  • Euromedia ha detto di confrontare le stime finali con i dati del Viminale per definire nuovi standard di ponderazione tra interviste telefoniche, web e faccia a faccia.
  • EMG e Ipsos hanno per lo più difeso i propri metodi: EMG un campione composto per il 70% da telefoni fissi e per il 30% da soli cellulari, Ipsos il campionamento telefonico "full dual" e l'analisi discriminante per attribuire un voto probabile a chi non lo dichiara.

Nulla di tutto questo ha toccato il blackout, che ferma ancora la pubblicazione più di due settimane prima del voto, e nel 2018 il M5S è stato di nuovo sottostimato.

Cosa significa per la nostra previsione

La nostra regola di correzione aggiunge al dato dei sondaggi di ogni partito metà del suo errore medio passato, e la mantiene solo se avrebbe migliorato le previsioni delle elezioni passate, fatte ogni volta senza conoscerne il risultato. Per l'Italia la supera di poco, riducendo l'errore medio da 2,29 a 2,21 punti per partito, e il guadagno viene soprattutto dal M5S, sottostimato a ogni elezione dal 2013; per questo è applicata. Poiché in Italia gli ultimi sondaggi pubblicabili hanno più di due settimane il giorno del voto, l'errore simulato dei sondaggi deve coprire anche uno spostamento tardivo come quello del 2013. Il metodo e le verifiche sono nel nostro studio sugli errori dei sondaggi in Italia, e lo storico di ogni istituto nella nostra valutazione degli istituti italiani.

Fonti

Come citare

Polling Forecast (2026). Lo tsunami di Grillo: come i sondaggi del 2013 hanno mancato di dieci punti l'onda del M5S. Consultato il 2 novembre 2026 su https://www.pollingforecast.com/research/missed-it-2013-it. I dati in diretta cambiano con ogni nuovo sondaggio; la data qui sopra è quella dell'ultima revisione del testo.

You may also like