Italy General electionby 22 Dec 2027in 430 days Calendar Track record Research
New electoral law Our forecast now uses Italy's new electoral law, approved on 8 October 2026: no single-member seats, and 70 extra deputies and 35 extra senators for a coalition that comes first with 42% of the vote. The maps show which coalition leads in each former collegio; those are no longer seats. What changed →

Alle regionali i sondaggi hanno sovrastimato il M5S di 3,3 punti

Alle politiche gli stessi istituti lo avevano sottostimato. La nostra proiezione corregge quell'errore, e il premio del 42% potrebbe dipendere da quale tendenza prevarrà.

Written in house from our poll data and our forecast.

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Photo: Canale ufficiale, CC BY-SA 2.0

Gli ultimi sondaggi hanno sovrastimato il Movimento 5 Stelle (M5S) in tutte le 19 elezioni regionali dal 2020 in cui ne hanno rilevato la lista, in media di 3,3 punti. In 17 casi l'errore è stato di mezzo punto o più; negli altri due di un decimo di punto o meno. Nelle tre elezioni politiche a cui il partito ha partecipato, gli stessi sondaggisti lo hanno invece sempre sottostimato: di 10,4 punti nel 2013, di 4,8 nel 2018 e di 2,0 nel 2022.

Questa differenza conta oggi. La nostra proiezione corregge i sondaggi italiani in base ai loro errori passati alle politiche, e la correzione aggiunge 2,9 punti al M5S. Con la legge elettorale approvata l'8 ottobre, l'alleanza di centrosinistra che comprende il M5S ha bisogno del 42% per ottenere il premio di maggioranza. La nostra proiezione la colloca al 44,1%.

Che cosa abbiamo contato

Per ogni elezione regionale dal 2020 nelle regioni a statuto ordinario abbiamo preso l'ultimo sondaggio pubblicato da ciascun istituto prima del divieto di 15 giorni previsto in Italia, in tutto 22 elezioni e 100 sondaggi finali, e lo abbiamo confrontato con il risultato ufficiale del ministero dell'Interno. I dati delle liste sono confrontati con la quota di ciascuna lista sui voti validi di lista, la stessa misura che usiamo per le politiche.

La lista del M5S compare in 19 di queste consultazioni e in 53 sondaggi. In 51 dei 53 era sovrastimata. Nel complesso, i sondaggi davano al partito circa una volta e mezzo la percentuale che ha poi ottenuto. In Abruzzo, nel marzo 2024, i quattro sondaggi finali davano in media il M5S al 14,3%; ha preso il 7,0%. Nel Lazio nel 2023 la media era del 14,8% contro un risultato dell'8,5%, e in Lombardia, lo stesso anno, dell'8,3% contro il 3,9%. I due casi in cui l'errore è stato minimo sono l'Umbria nel 2024 e il Veneto nel 2025.

Lo stesso vale per i candidati alla presidenza della regione espressi dal partito. Nelle nove consultazioni in cui il M5S ha presentato un proprio candidato, i sondaggi lo hanno sempre sovrastimato, in media di 3,4 punti. Per il Partito democratico (Pd) vale il contrario: la sua lista regionale è stata sottostimata in 14 delle 19 consultazioni.

Le politiche raccontano l'opposto

Alle elezioni politiche la tendenza si inverte per entrambi i partiti. Il M5S è stato sottostimato in tutte e tre quelle a cui ha partecipato, e nel 2013 e nel 2018 da ogni istituto. Il Pd è stato sovrastimato ogni volta, di 4,7, 3,9 e 2,4 punti.

Il confronto è omogeneo. In entrambi i casi si tratta di percentuali di lista misurate sui risultati di lista, tutti i sondaggi sono stati condotti almeno 15 giorni prima del voto con lo stesso divieto, e molti istituti sono gli stessi: Ipsos, SWG, Tecnè e Noto compaiono in entrambe le serie.

Né si tratta di una divisione tra voto regionale e voto nazionale. Alle europee del 2019 i sondaggi finali dei 16 istituti che abbiamo trovato davano in media il M5S al 22,5%; ha ottenuto il 17,1%. Il Post scrisse allora che la media dei sondaggi di YouTrend dava il partito al 22,6% e definì la sua sovrastima l'errore più grande di quell'elezione. Alle europee del 2024 gli ultimi sondaggi di dieci istituti prima del divieto davano in media il M5S al 15,4% contro un risultato del 10,0%, e il Pd al 21,1% contro il 24,1%. La linea di separazione passa tra le elezioni politiche e ogni altro tipo di voto. Il nostro studio sull'accuratezza elenca le spiegazioni proposte per gli errori alle politiche, tra cui gli spostamenti tardivi durante il periodo di divieto e gli elettori difficili da raggiungere per i sondaggisti, e osserva che i nostri dati non permettono di distinguerle. Non abbiamo trovato lavori pubblicati che spieghino perché la direzione dell'errore si inverta nelle altre elezioni.

Alle regionali i vincitori prendono il largo

Le regionali mostrano anche una seconda tendenza. Nel voto per il presidente, il candidato poi vincitore ha superato il distacco attribuitogli dai sondaggi in 17 delle 22 elezioni, con una mediana di 5,6 punti. Il candidato in testa nei sondaggi ha superato il proprio margine in 14 casi su 22, con una mediana di 4,2.

Alcuni errori sono stati molto ampi. In Campania, lo scorso novembre, Roberto Fico, ex presidente della Camera del M5S candidato del centrosinistra, era avanti di 10,2 punti negli ultimi sondaggi e ha vinto con 24,9 punti di scarto. Tutti e quattro gli istituti avevano stimato un vantaggio inferiore. Nel Lazio nel 2023 Francesco Rocca, del centrodestra, era avanti di 9,3 punti e ha vinto di 20,4. In Campania nel 2020 il vantaggio di 19 punti attribuito a Vincenzo De Luca si è trasformato in una vittoria con 51 punti di scarto.

Non si tratta di una tendenza a favore di uno schieramento. Il margine del centrodestra sul centrosinistra è stato superiore ai sondaggi in 12 delle 22 elezioni e inferiore in 10, e in media ha chiuso mezzo punto più vicino al centrosinistra di quanto indicassero i sondaggi. I tre candidati in testa nei sondaggi che hanno perso, in Puglia nel 2020 e in Liguria e Umbria nel 2024, erano tutti avanti di meno di 2 punti.

Le politiche, ancora una volta, sono diverse. Sommando le medie dei sondaggi finali delle liste di ciascuna coalizione, nel 2013 il centrosinistra era avanti di sette o otto punti, a seconda di quali piccole liste alleate si contino, e ha chiuso con 0,4 punti di vantaggio. Nel 2018 il centrodestra era avanti sul M5S di circa 9 punti e ha vinto di 4,3. Nel 2022 il vantaggio di circa 18 punti attribuito al centrodestra ha coinciso con la vittoria di 17,7 punti. In nessuna elezione politica la coalizione in testa ha preso il largo rispetto ai sondaggi.

Che cosa significa per il premio del 42%

La nuova legge, che il governo chiama Stabilicum, assegna 70 deputati e 35 senatori in più alla coalizione che arriva prima con almeno il 42% dei voti in entrambe le Camere, fino a 220 dei 400 deputati, ha riportato Il Post. Sotto il 42% i seggi sono ripartiti in modo proporzionale. La Camera l'ha approvata con 227 voti a favore e 164 contrari.

La nostra proiezione adotta lo schieramento che il centrosinistra ha usato alle regionali dal 2024, con Pd, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra, +Europa e Italia Viva insieme. Su questa base il centrosinistra ottiene il 44,1% e il centrodestra il 40,6%, e il centrosinistra raggiunge il 42% nell'81% delle nostre 2.000 simulazioni. La nostra media dà Fratelli d'Italia (FdI) al 26,9%, il Pd al 20,1%, il M5S al 12,9% e Futuro Nazionale di Roberto Vannacci al 7,7%. I sondaggi sono stabili: a ottobre il M5S ha oscillato tra l'11,6% e il 13,5%, e l'ultimo sondaggio SWG, chiuso il 12 ottobre, lo dava al 12,7%.

La correzione aggiunge 2,9 punti al M5S e ne toglie 0,9 al Pd. Il solo aggiustamento sul M5S supera i 2,1 punti con cui il centrosinistra oltrepassa il 42% nella nostra proiezione, e si basa sulle tre elezioni politiche. Se invece il M5S restasse sotto i sondaggi come è successo alle regionali e a entrambe le europee, in media di 3,3 e 5,4 punti, il margine del centrosinistra sopra la soglia del premio sarebbe inferiore a quell'errore.

Finora la correzione si è guadagnata il suo posto nel nostro modello: prevedendo ogni elezione politica passata senza conoscerne il risultato, ha ridotto l'errore medio per partito da 1,92 a 1,82 punti, e gran parte del miglioramento è venuta dal M5S. Presi così come sono, i sondaggi darebbero al centrosinistra 221 seggi anziché 223, perché il premio va comunque alla coalizione arrivata prima.

Si deve votare entro il 22 dicembre 2027. Avvenire ha scritto che gli oppositori della legge preparano ricorsi in circa 30 tribunali e che la Corte costituzionale potrebbe pronunciarsi da febbraio. Secondo Open, Giuseppe Conte ritiene abbastanza probabile un voto in primavera.

I limiti

Tre elezioni politiche sono una serie breve, e l'errore sul M5S si è ridotto ogni volta. Anche quello alle regionali si sta riducendo: in media 3,6 punti prima del 2024, 2,8 da allora e 1,7 nelle quattro consultazioni dello scorso anno. Molti sondaggi finali alle regionali avevano campioni ridotti, e quasi tutti i dati provengono da trascrizioni secondarie su Wikipedia anziché dalle pubblicazioni degli istituti. Dal 2024 il M5S ha corso alla maggior parte delle regionali all'interno del centrosinistra ed è stato comunque sovrastimato. Alle politiche si è sempre presentato da solo, quindi le prossime saranno il primo test nazionale dell'alleanza.

Polling Forecast legge ogni sondaggio in dieci paesi, corregge gli errori passati degli istituti e li traduce in seggi.

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